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10. Chiesa dell'Annunziata

La chiesa dell’Annunziata fu iniziata nel 1574: era a navata unica e sappiamo che originariamente conteneva una pala di Cesare Nebbia entro un altar maggiore realizzato da Ippolito Scalza nel 1585 assieme a due altari laterali in stucco. L’interno fu trasformato in cinema negli anni '50 del 1900. La facciata fu invece intrapresa successivamente dallo Scalza, dopo il 1592, ma rimase incompiuta: restano il portale principale, le due finestre al piano terreno e l'oculo superiore.

È comunque ben apprezzabile, dal segno della presa nella muratura, quale doveva essere l'ingombro della trabeazione principale e della continuazione, nell'attico superiore, delle lesene: in pratica si sarebbe venuta a creare una maglia architettonica molto plastica, con tutti gli altri elementi interpretati come se fossero in via di compressione o di espulsione: un metodo organico di stampo michelangiolesco teso ad infittire di membrature il piano della parete di prospetto.

Da notare che il culmine dei timpani delle due finestre laterali giunge ad un livello superiore di quello del timpano del portale, grazie ad uno stratagemma: il timpano è sollevato rispetto al corpo principale della finestra tramite un trapezio curvilineo, che trasforma la fascia del fregio in qualcosa di simile ad una membrana elastica: l’obiettivo era quindi quello di fare arrivare i due frontespizi triangolari laterali fino al livello inferiore della trabeazione (non montata in opera), e vicinissimi ai capitelli delle due lesene.

I lavori risultano interrotti nel 1595. Possiamo paragonarla a quella della chiesa di San Nicolò a Baschi: facciata tripartita, quattro paraste, due finestre laterali (in luogo dei due portali minori di Baschi, in realtà non necessari perché l’organismo è a navata singola, ma permetteva all’architetto di suggerire un dispiegamento più monumentale alla composizione), e oculo centrale superiore.