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04. Palazzo Saracinelli

 

Pur in assenza di documentazione specifica, il palazzo Saracinelli è sempre stato attribuito a Ippolito Scalza per la stretta corrispondenza delle soluzioni compositive con quelle di altri edifici autografi. Da datare al 1580, si trattò di una ricomposizione immobiliare, e malgrado il tentativo di equilibrare il prospetto su via degli Alberici, c’è da notare come gli assi delle finestre a piano terreno non corrispondano a quelli del piano superiore.

Trattandosi tuttavia di un inserimento in una via stretta, come nel caso di palazzo Buzi lo Scalza cercò di dare più risalto ad altri elementi, come la trabeazione orizzontale che sormonta portale e finestre del primo livello. Da notare la composizione del portale, dove alle bugne dei conci dell’arco si sovrappone una superficie liscia, ed il triglifo che funge da mensola, accompagnato in alto da un sfera ed in basso da una pigna.

Altra raffinatezza scultorea è ravvisabile in alcune mensole delle finestre del piano nobile, realizzate come se fossero due distinti elementi, quasi scheletri di derivazione animale, ma legati insieme da una corda. Queste finestre hanno, nel fregio, riportati i nomi di componenti della famiglia: Pantaleone, Bernardino e Francesco. All’interno, un cortile a loggiato ricorda, come elementi compositivi, sia il chiostro del convento di S. Francesco, sia quello del monastero di S. Bernardino.